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Associazione

STORIA E ATTIVITA’ DELL’APAVservizi    

L’idea di riunire tutti gli apicoltori della provincia di Venezia è nata, all’intorno del 1977, da un insieme di persone   incontratesi ad un  corso di apicoltura, tenuto dal maestro Andreatta a Trento,
e che hanno scoperto di essere un folto gruppo di apicoltori provenienti dalla provincia di Venezia.
Da qui la necessità di riunire tutti gli apicoltori amatoriali e professionisti per costituire una entità omogenea di persone che potessero fare cultura apistica assieme, scambiandosi le proprie esperienze. La voce si sparse per tutta la pianura veneta e in breve tempo arrivarono adesioni da Cona, Cavarzere, Chioggia, fino a Portogruaro e San Michele al Tagliamento, riscoprendo che in molte zone gli apicoltori già si ritrovavano, in forma privata e ristretta,  una volta e più al mese per scambiarsi le loro opinioni.
Ci si diede uno statuto e sotto quei principi, di attività culturali e di impegno per la divulgazione e la difesa del mondo dell’apicoltura, mettendo come primo punto la difesa dell’ape, si costituì un direttivo che espresse oltre al Presidente tutti quelli organi collegiali che permettevano di operare nel territorio.
Con il passare degli anni quei principi culturali presero a cambiare forma: per esigenza di pochi si prelivegiava più la produzione e  la vendita del prodotto miele e a tal fine nel 1985 si è sostituito il nome dell’associazione in: ASSOCIAZIONE TRA APICOLTORI PRODUTTORI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA.

Dopo qualche tempo si fece l’unione con una Associazione dei Produttori di Miele, qualche anno dopo questa si ruppe e si ritornò alla gestione autonoma.
In seguito si fece un’altra fusione con una associazione di produttori di miele di Treviso, ma questa durò solo per breve tempo. Qualche tempo dopo, un gruppo di apicoltori venne a casa mia  lamentandosi della poca autonomia di operatività oltre che dell’isolamento in cui erano venuti a trovarsi in una associazione  che non rispondeva alle loro esigenze di hobbisti e piccoli appassionati del mondo delle api. Decisi che in ogni caso sarebbero usciti da tale situazione; mi chiesero se volevo rifondare, assieme a loro, una Associazione di cui avrei dovuto fare il Presidente per un primo periodo. Chiesi un periodo di riflessione  per quanto mi era stato proposto.
Il problema, mio, più grande era che un centinaio di apicoltori della provincia potessero trovarsi isolati gli uni  dagli altri e non essendo coordinati lasciassero l’attività, con la perdita di un grande patrimonio per l’ecologia del territorio: tutto ciò mi metteva a disagio.

Alla fine accettai, cosciente dell’ impegnativo incarico che mi prendevo, sia per il tempo che avrei dovuto dedicare a questa attività sia alle responsabilità da affrontare.
Il  01 Marzo 2003  nasce  “APAVservizi”, associata alla Federazione Coltivatori Diretti e con l’accordo di tutto il Direttivo di ritornare alle origini della nostra Associazione ossia ad una Associazione culturale aperta a tutti e che si prefigge di diffondere l’apicoltura attraverso tutte le forme di divulgazione  possibili. Da quel momento in poi non mancarono le difficoltà sia interne sia nei confronti di altre associazioni, per fortuna molto poche,  che ci ritenevano non  rappresentativi per il territorio. Mettendo da parte tutte le contrarietà abbiamo cominciato a lavorare per la difesa dell’apicoltura.

Siamo in una zona di pianura dove si è sviluppata una agricoltura di tipo monocultura, con la posa dei tubi sotterranei per il drenaggio e la chiusura  di tutti i fossati se non quelli con le sponde in cemento per far defluire con più rapidità l’acqua raccolta: naturalmente sono stati sradicati tutti gli alberi, facendo così diventare il paesaggio completamente piatto.
Personalmente lo definisco “ un deserto coltivato ”: in campagna non si trovano più viole o primule e non ci sono più quei fiori di campo che una volta cambiavano l’odore ad ogni stagione. Mi mancano tanto quei campi di camomilla dove da piccolo andavo a nascondermi inebriandomi del loro profumo; non si vedono più i canneti, utili a fissare l’azoto usato per la fertilizzazione.
Gli uccelli si sono trasferiti nelle città: ci sono più alberi nel centro dei paesi che in tutta la campagna circostante, inoltre con i veleni e i diserbanti se un uccello dovesse mangiare un insetto non avrebbe vita troppo lunga.
Uno sciame di api che non trovando in questa campagna un albero cavo o delle frasche che permettano un riparo sicuro per l’inverno andrebbe incontro a morte certa, come attualmente succede, se non ci fosse l’apicoltore che raccogliendolo gli da una casetta adatta affinché sviluppi la sua famiglia.
L’attività dell’apicoltore in questa zona non si può dire che sia redditizia. Lo dimostra la mancanza di Aziende Apistiche come quelle che sorgono nella pedemontana o nei Colli Euganei; quello che detiene quattro o cinque arnie davanti alle colture di mais o di barbabietole o di soia possiamo dire con certezza che lo fa solo per pura passione. Se è solo passione per l’apicoltore, per la comunità che gli sta attorno è una grande fortuna: gli alberi da frutto che si trovano nei giardini non darebbero frutti se non ci fossero le api ad impollinarli.
Le api vengono chiamati insetti pronubi. Nel dizionario G. Devoto la parola “pronubo” viene definita: “di chi o quanto favorisce un’unione amorosa”; ossia è l’insetto che trasporta il polline dal fiore maschio al fiore femmina. A differenza degli altri insetti (mosche, farfalle)  solo le api quando cominciano a bottinare su un tipo di fiore frequentano quelle piante fino che non siano completamente sfiorite.
Un’ape per fare un grammo di miele deve visitare circa cinquemila fiori; immaginate quanto polline raccoglie e quanto ne distribuisce nell’arco della sua vita.
In questo particolare momento tutta la stampa descrive la moria di migliaia e migliaia di alveari in tutto il mondo e manifesta la paura che se dovessero sparire non ci sarebbe più futuro per il mondo intero. Gli apicoltori da anni e anni vedono morire le loro api ad opera di inquinamenti, pesticidi, avvelenamenti, superficialità di qualcuno che li sparge a piene mani: subiscono e soffrono in silenzio. Da molto tempo continuiamo a sollecitare tutte le persone di buona volontà, politici, operatori sociali, agronomi, ad attivarsi per un cambiamento che permetta di vivere a questo insetto tanto importante qual è l’ape: Einstein era solito dire che in un mondo dove non volano le api l’uomo non può vivere più di due anni.
Abbiamo pubblicato articoli nei giornali a livello provinciale e nazionale, abbiamo risposto con serietà, fermezza e logica a chi, nella stampa, affermava il contrario.
L’Associazione è stata un bastone a cui si sono aggrappati gli iscritti, quando nelle ultime annate si sono avuti forti spopolamenti negli alveari, con morie disastrose di famiglie intere.

Il Consiglio Direttivo ha saputo stringere i denti e rinunciare ai piccoli risparmi che rappresentavano il fondo cassa per agevolare la distribuzione di nuclei per il ripristino del patrimonio apistico provinciale. Abbiamo sollecitato la Regione Veneto perché con il reg. C.E. 1234/1974 intervenga a sostegno delle necessità del comparto apistico, trovando, ad onor del vero, delle persone molto sensibili al problema.
L’Associazione si è dotata di un certo numero di persone che per la loro capacità, cultura ed esperienza svolgono l’attività di Esperti Apistici ossia persone, aggiornate annualmente da un corso di formazione presso il Centro Regionale di Apicoltura, che, oltre a fare assistenza tecnica alle aziende apistiche, si attivano per dar suggerimenti e indirizzi tecnici agli stessi apicoltori; tengono assemblee di formazione nelle varie zone dove operano, dando così la certezza che in ogni località della provincia c’è la presenza effettiva dell’Associazione.
Il Consiglio Direttivo propone ai soci, oltre ad una assicurazione degli apiari nei confronti della
 responsabilità civile dell’apicoltore, degli abbonamenti alle riviste di apicoltura che usufruendo dello sconto degli abbonamenti collettivi offre una ulteriore diminuzione della quota di abbonamento sostenuta dall’Associazione.
Assieme alla Federazione Coltivatori Diretti abbiamo svolto dei corsi di formazione con dei relatori, docenti e ricercatori dell’Università di Udine, con i quali siamo costantemente in contatto perché ci possano  comunicare le novità che emergono nel settore.
Con tutto questo non ci sentiamo degli eroi ma pretendiamo il rispetto, per noi e per le nostre api, e il titolo di “ operatori ecologici”.

Paolo Franchin
Presidente