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Covata a sacco

Essa è provocata da un virus che colpisce l'ape allo stato larvale; il nome deriva dal fatto che le larve morte, se sollevate dalle cellette, si presentano a forma di sacco. L'infezione viene trasmessa dalle nutrici , col cibo somministrato nei primi giorni di vita alle larve; il colore di quest'ultime diviene dapprima giallo e poi bruno ; successivamente esse si disseccano trasformandosi in scaglie scure aderenti al fondo della cella. Normalmente le larve colpite sono poche e la malattia difficilmente viene riscontrata dall'apicoltore se non nei casi più gravi.
Non esistono mezzi terapeutici appositi per la lotta contro la covata a sacco e generalmente essa scompare durante l'estate, passato il periodo di maggiore stress della famiglia
 
la peste europea
Essa è una malattia della covata provocata da batteri vari ed in particolare dal Bacillus pluton al quale si associano spesso il Bacillus alvei, lo Streptococcus apis, il Bactervum eurydice.  L'infezione viene trasmessa con l'alimentazione data alle larve dalle api nutrici e si pensa che anche la regina possa essere veicolo di contagio.
Il favo colpito si presenta con  le celle opercolate irregolarmente e le larve perdono il colore bianco brillante e poi giallognole e  assumono una posizione attorcigliata ed arricciata. La morte della larva avviene normalmente in età minore di quelle colpite dalla peste americana (generalmente prima dell'opercolamento) e la poltiglia non filante brunastra che si forma si dissecca sul fondo della cella in scaglie che possono essere asportate dalle api. I germi della peste europea, a differenza di quelli della peste americana, non originano spore da cio' ne deriva la minore pericolosita'.
Non tutte le razze di api sono attaccabili alla stessa maniera dalla malattia e tra esse in particolare si distingue quella italiana, molto attiva nel ripulire i favi. L'odore emanato dalla covata colpita varia a seconda dei batteri presenti e può essere acido o di putrefazione.
La malattia insorge con maggiore frequenza nei mesi di maggio-giugno, prima del raccolto principale, e puo' propagarsi all'interno dell'apiario mediante saccheggio o materiale infetto ; è favorita da climi particolarmente umidi e freddi. All'interno dell'alveare la propagazione avviene ad opera delle nutrici durante il nutrimento delle larve.
Quando la malattia è in stato di propagazione avanzata in momenti di scarso raccolto e con famiglie deboli occorre procedere come per la peste americana alla soppressione dell'alveare col fuoco ed alla disinfezione delle attrezzature. Vicaversa se ci si trova  allo stato iniziale, con una famiglia  forte ed il raccolto abbondante , si può tentare la cura con somministrazione di solfato di idrostreptomi­cina e blocco della covata per 15-20 giorni, con successiva introduzione di regina giovane in modo da ottenere poi una rapida ripresa dello sviluppo della famiglia.